REWIND / Senza via di scampo

Posted on 27 febbraio 2009

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(malov)

(malov)

Come in un film catastrofico i disastri si accavallano. La soluzione? Smantellare la democrazia

Lunedì 14 aprile si conteggiano i voti delle elezioni politiche. In Campania il centrodestra supera largamente il Partito democratico. Scompare la Sinistra Arcobaleno, bene il partito di Di Pietro. Tra i giovani (18-25 anni) ha votato solo il 56 per cento degli aventi diritto. Astensionismo record nei siti dell’emergenza rifiuti: meno sei per cento a Napoli rispetto alle elezioni del 2006, meno nove ad Acerra, meno dieci a Marigliano. A Savignano Irpino hanno votato 179 elettori su 1014. In provincia di Napoli il Pdl conquista anche quattro comuni: Pozzuoli, Giugliano, Grumo Nevano e Qualiano Intanto il premier Berlusconi conferma la promessa fatta in campagna elettorale: il primo consiglio dei ministri si svolgerà a Napoli. Bassolino dichiara: «Resto un altro anno in Regione. In Campania il Partito democratico è andato oltre ogni ottimistica previsione. Ora massima collaborazione con Berlusconi». Ovvero, non mi sono schiodato dalla poltrona invocando per mesi il pericolo di un avvento della destra e ora mi aggrappo a Berlusconi per garantirmi ancora qualche mese di sopravvivenza. Lo stesso giorno a Scampia agguato mortale a Salvatore Cipolletta, 36 anni, storico affiliato degli Scissionisti, clan dominante nell’ar-ea nord. Tre colpi di pistola alla nuca e alla schiena mentre usciva da un parco del lotto G di via Labriola. È il primo scissionista morto quest’anno. Sei i morti tra i rivali Di Lauro. Ma per l’omicidio Cipolletta gli inquirenti sospettano dissidi interni al clan. Il 15 tensione nella chiesa del Carmine, occupata da dodici giorni dagli sfollati delle case abusive di Melito. Un gruppetto di residenti, legati ad Alleanza Nazionale, tenta di liberare la basilica, ma viene fermato dalla polizia dopo i primi tafferugli. Lo stesso giorno a Pomigliano la Fiat si avvale di un’ordinanza di sgombero del tribunale di Nola per liberare i varchi bloccati dagli operai che protestano contro la decisione di spostare 316 dipendenti in un capannone a Nola. La Fiat lo chiama polo della logistica, ma sembra piuttosto un reparto confino. Intanto si sgonfia il caso della diossina nel latte campano: dopo la prima fase di controlli nei caseifici di Napoli, Caserta e Avellino, vengono sbloccati 583 allevamenti su 600 per i quali era stato disposto il blocco della produzione.
Il 20 vertice in Comune sull’ipotesi di discarica a Chiaiano. De Gennaro prevede un milione di tonnellate. Il prefetto Pansa dice che un impianto a Napoli bisogna farlo. Il sindaco Iervolino ha paura di una crisi imminente aggravata dal caldo. I capigruppo ricordano a tutti che il Comune ha approvato per quell’area solo un impianto di compostaggio, in linea con il progetto del Parco delle Colline.
Il 26 dopo ventidue giorni viene sgomberata la basilica del Carmine. Un centinaio di poliziotti accompagnati dai funzionari del Comune la liberano delle ottanta persone che ancora la occupavano. Il Comune dispone alloggi alternativi, ma solo per i residenti in città. Gli sfrattati protestano per ottenere una soluzione comune. Le campane suonano a festa e il cardinale ringrazia le forze dell’ordine. Alleluia. Nel frattempo il nuovo assessore regionale al turismo, Velardi, accoglie in piazza del Gesù i turisti venuti per il Maggio dei monumenti offrendo loro delle sfogliatelle. «Il turismo è in ripresa», dichiara.
Il 29 la Procura di Santa Maria Capua Vetere mette i sigilli al sito di stoccaggio di Ferrandelle aperto da De Gennaro. Emessi anche cinque avvisi di garanzia. In Irpinia i carabinieri sequestrano il sito di ecoballe di Pianodardine. A dieci giorni dalla scadenza del suo mandato si ferma l’unica “pattumiera” che il supercommissario era riuscito a mettere a disposizione di Napoli e Caserta. Il 30 il premier uscente Romano Prodi firma l’ordinanza per «l’attivazione del sito di discarica in località Chiaiano». 700mila tonnellate previste, quello che Napoli produce in due anni. Intanto torna in funzione il sito di Ferrandelle nel casertano, dissequestrata una piccola parte dell’impianto.
Il 2 maggio il clan dei Casalesi uccide in un agguato a Cancello Arnone (Caserta) il padre del pentito di camorra Domenico Bidognetti, Umberto, 69 anni. Il figlio aveva cominciato a collaborare due mesi fa. Il 3 trecento persone scendono in strada a Chiaiano per protestare contro la scelta di una discarica nell’area del Parco delle Colline. Franco Ortolani, professore di Geologia alla Federico II parla di sito non realizzabile per l’instabilità delle pareti della cava e la presenza di una falda acquifera nel sottosuolo. Il 4 De Gennaro revoca le ordinanze per l’apertura dei siti di stoccaggio di ecoballe a Pianura e Gianturco. Si punta tutto su Chiaiano. Il 5 blocchi stradali e sit-in a Chiaiano. Due consiglieri comunali su tre sono contrari alla discarica. Peggiora la crisi. In strada 1400 tonnellate a Napoli, 35mila in Campania. Il 7 due cortei isolano fino a sera la zona nord della città. Non dà risultati il tavolo di dialogo aperto da De Gennaro con i comitati. L’ottava Municipalità, con in testa il presidente, occupa l’aula del Consiglio comunale: seduta sospesa.
Il 10 una ragazza rom di sedici anni rischia il linciaggio a Ponticelli, la gente la accusa di aver tentato di rapire una bimba di sei mesi. La polizia presidia i campi. An e Forza Italia ne chiedono lo sgombero. Intanto l’11 all’alba ha riaperto il sito di stoccaggio di Ferrandelle. Ma i Cdr lavorano a singhiozzo. In città tremila tonnellate. Il 12 mille persone, tra cui il sindaco di Marano, assediano il Maschio Angioino per chiedere al Consiglio comunale di rinunciare alla discarica di Chiaiano. Iervolino chiede a De Gennaro di ripensarci e scarica ogni decisione sul presidente del consiglio entrante.
Il 13 bruciano i campi rom di Ponticelli. Centinaia di persone con lanci di bottiglie incendiarie e irruzioni nelle baracche costringono i rom a scappare. La polizia sorveglia che tutto si svolga in ordine. La mattina dopo salta il tavolo per trovare una trovare una sistemazione ai circa cinquecento sfollati. I rappresentanti del comune e quelli della prefettura non si mettono d’accordo su niente. Per strada ci sono cinquemila tonnellate a Napoli e quarantamila in tutta la regione. Il mandato del supercommissario De Gennaro si avvia al termine ma ben poco è cambiato rispetto a quattro mesi fa.
Il 15, mentre gli sciacalli saccheggiano quel che resta dei campi rom a Ponticelli, nel resto della città la gente rovescia in strada i cassonetti per ottenere che l’immondizia venga raccolta. Cumuli di rifiuti bruciano anche davanti alla sede del Consiglio regionale. Il presidente è costretto a rinviare la seduta. Lo stesso giorno ucciso a Castelvolturno Domenico Novelli, che circa otto anni fa aveva denunciato il racket del clan Bidognetti. Dal 2003 non aveva più alcuna tutela. Nessun testimone dell’agguato. Il 16 esce nelle sale il film “Gomorra” del regista Matteo Garrone. Il 18 il Comune conferma la domenica “ecologica”, stop alle auto in mattinata, tra montagne di sacchetti, cassonetti rovesciati. Il 21 arriva a Napoli il Consiglio dei ministri. Dopo la seduta in prefettura, Berlusconi illustra il suo piano nella conferenza stampa a Palazzo Reale. Al suo fianco il sottosegretario con delega ai rifiuti Bertolaso e il supercommissario uscente De Gennaro. Il piano prevede talaltro dieci discariche e quattro inceneritori, di cui uno a Napoli. L’arresto fino a cinque anni per chi protesta contro le discariche. I siti sono dichiarati «zone militari di interesse strategico nazionale». Il 23 e il 24 la polizia carica i manifestanti davanti al presidio di Chiaiano, tre arresti e due feriti gravi. Il 26 si giunge a un compromesso con Bertolaso. I tecnici del governo, accompagnati da quelli di fiducia dei comitati, entreranno a fare i rilievi nelle cave per verificarne l’idoneità a ospitare una discarica. Si smantellano le barricate. Responso tra una ventina di giorni. Il 27 la procura di Napoli, nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione commissariale di Pansa e Bertolaso, manda agli arresti domiciliari venticinque persone con l’accusa di traffico illecito di rifiuti e truffa. Tra queste l’ex vice di Bertolaso, Marta Di Gennaro, i vertici di Ecolog e di Fibe. Indagato lo stesso prefetto Pansa.

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