REWIND / Spranghe, pistole e coltelli

Posted on 16 maggio 2009

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Massacrato imprenditore plurinquisito, freddato ex assessore, pugnalato ventunenne a Pasquetta…

Il 30 marzo appare su alcuni giornali la notizia di una donna di venticinque anni, rifugiata politica della Costa d’Avorio, che ha dato alla luce un figlio all’ospedale Fatebenefratelli. Dall’ospedale è partito un fax al commissariato di polizia per chiedere “accertamenti”. È l’applicazione pratica delle denunce dei clandestini previste da un disegno di legge presentato dal governo che però non è stato ancora approvato dal parlamento. «Eccesso di zelo», commentano alcuni. La mamma si chiama Kante, il figlio Abou. I responsabili dell’ospedale si difendono: «Rispettata una procedura regionale». Ma la Regione replica: «Una condotta anomala». Il 2 sit-in di protesta di associazioni e singoli cittadini davanti all’ospedale. Il giorno dopo l’ivoriana Kante riceve in questura il permesso di soggiorno, pendente da oltre un anno davanti al tribunale di Roma.
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Il 3 arresti domiciliari (insieme a un collaboratore) per Roberto Conte, già nei Verdi, nella Margherita e poi nel Pd (che lo aveva sospeso un anno fa dopo l’indagine sui “fitti d’oro” della Regione). È accusato di aver intascato indebitamente soldi pubblici tramite una sua società, formalmente destinata ad attività di consulenza e organizzazione eventi. Il 6 il consiglio regionale
approva la proposta di legge che prevede il ripianamento del debito di diciassette milioni accumulato dalla ex Recam, oggi Astir spa, società regionale da quattrocento dipendenti – quasi tutti lavoratori socialmente utili “stabilizzati” – destinata alle bonifiche ambientali che però fino a oggi non sono mai state compiute. Voto utile di entrambi gli schieramenti, la presidente del consiglio Sandra Lonardo c’è ma risulta assente per sfuggire a eventuali responsabilità. Clientelismo bipartisan.
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Il 9 la Capitaneria di porto sequestra a Casoria diciassette tonnellate di pesce scaduto con etichette nuove. Nel deposito era stata creata una tipografia per fabbricare nuove etichette con codici a barre e nuove date di scadenza. Rinvenuto anche un polpo scaduto nel 2006. Venti le persone denunciate per frode in commercio e contraffazione. Il pesce sequestrato verrà distrutto. Intanto il governatore Bassolino silura il potente assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano e lo sostituisce con Mario Santangelo, che lascia la direzione dell’istituto dei tumori Pascale e torna all’incarico che fu suo quindici anni fa. Moderati del Pd in rivolta e maggioranza in comune che vacilla. A Paestum la Forestale sequestra ottanta villette completamente abusive a sessanta metri dalla spiaggia e vicino ai templi. Ventiseimila metri quadrati con vincolo paesaggistico e idrogeologico trasformati in case per le vacanze. Ottantadue persone denunciate, tra cui molti professionisti napoletani e rappresentanti delle forze dell’ordine.
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Il 14, la sera di Pasquetta, in via Marina, muore un ragazzo che faceva da paciere in una lite. Giovanni Tagliaferri, ventuno anni di Scampia, sceso dalla sua auto per sedare una rissa tra i suoi amici e tre ragazzi infastiditi dagli apprezzamenti fatti alle loro fidanzate, viene colpito da una coltellata all’arteria femorale.
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Il 15 Franco Ambrosio, l’ex “re del grano” e sua moglie Giovanna Sacco sorprendono i ladri in casa e vengono massacrati a colpi di spranga nella loro villa di discesa Gaiola, a Posillipo. Trentasei ore dopo vengono arrestati nelle loro case tra Varcaturo e Ischitella tre rumeni, tra cui l’ex giardiniere della famiglia. Ambrosio era stato il patron dell’Italgrani e di altre società leader nell’attività di scambio e trasformazione di prodotti cerealicoli. Aveva avuto alle sue dipendenze più di duemila persone. Il primo arresto nel ’93 durante Tangentopoli, poi l’accusa di bancarotta fraudolenta per cinquecento milioni di euro e altri arresti e scarcerazioni in serie.
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Il 22 si costituisce il presunto assassino di Pasquetta. È un ragazzo di diciannove anni della Sanità, incensurato. L’autopsia ha accertato che la vittima era stata colpita otto volte con un coltello da pic nic.
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Il 23 incidenti davanti al Municipio durante una manifestazione dei lavoratori socialmente utili che chiedono di essere “stabilizzati”. Calci e pugni all’auto del sindaco Iervolino parcheggiata davanti a palazzo San Giacomo. Quattro fermati, tra cui un consigliere di An e un sindacalista, e due donne contuse. Dal comune fanno sapere: «Pronti ad assumerli, ma deve pagare la Regione». Intanto viene ritrovato a Licola, sepolto sotto un metro di sabbia, Roberto Landi, ex assessore a Villaricca. Gli investigatori indagano su un’asta giudiziaria per un immobile a Giugliano, un affare da trecentomila euro.
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Il 25 esecuzione di stampo camorrista in piazzetta Volturno, zona borgo Sant’Antonio Abate. Ciro Fontanarosa, un ragazzo di diciassette anni, viene ucciso da sette colpi di pistola calibro 7,65. Era uscito in auto con il cugino. I sicari in sella a una moto li hanno bloccati e hanno fatto scendere il parente, poi hanno aperto il fuoco. Il padre della vittima era stato ucciso dieci anni fa.
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Il 26 chiude il cinema Warner Metropolitan a via Chiaia. La Warner se ne va per due motivi: un piano industriale su scala nazionale e il contratto d’affitto della struttura da quasi centomila euro al mese. Oltre alla mancanza di parcheggi. Diciassette lavoratori vengono licenziati in tronco. Incerto il
futuro della struttura, si annunciano almeno quattro mesi di stop.
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Il 27 ventinove arresti, tra cui tre carabinieri, nell’indagine su video poker, “new slot”, sale bingo e scommesse sportive, usate come canale di investimento e riciclaggio per la camorra napoletana, il clan dei casalesi e la mafia siciliana. Non solo in Campania ma in buon parte del territorio nazionale. Un affare milionario al centro del quale si muoveva l’imprenditore Renato Grasso, latitante da più di un anno, condannato negli anni Novanta per collusioni con i clan di Portici e Fuorigrotta. Gli indagati sono un centinaio, quaranta società sequestrate, cento immobili, quote bancarie per un ammontare stimato intorno ai centoquaranta milioni.
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Il 28 inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere per truffa aggravata, corruzione e falso per la costruzione di una centrale a biomasse a Pignataro Maggiore. Arrestate ventitre persone, tra cui tre che lavorano con l’assessore regionale Andrea Cozzolino, candidato alle prossime elezioni
europee, indagato come Gianfranco Nappi, coordinatore della segreteria del governatore Bassolino. Nessuno dei due si dimette, Cozzolino non rinuncia alla candidatura.
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Il 29 arrestato dalla Dia nella sua abitazione di Casal di Principe Michele Bidognetti, l’attuale reggente del clan dei casalesi. Prendeva ordini durante i colloqui in carcere dal fratello Francesco, detenuto in regime di carcere
duro, facendo da tramite con gli affiliati in libertà. Sequestrati anche beni per cinque milioni di euro, tra cui una villa.
(luca rossomando)
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