Una bella giornata ad Onna

Posted on 23 settembre 2009

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l'aquila

l'aquila

Ieri è stata una bella giornata per l’Abruzzo terremotato. Ha avuto infatti inizio la consegna delle prime case agli sfollati della tendopoli di Onna, il paese del cratere dove sono morte 41 persone, vittime del sisma, o meglio del crollo di abitazioni costruite ad inizio novecento con pietre fluviali troppo friabili per una zona ad altissimo rischio sismico. Di questo rischio enorme nessun governo si è mai interessato, e non sono stati negli ultimi anni stanziati fondi adeguati per la messa in sicurezza, oltre che delle case di Onna, anche delle altre centinaia di migliaia di abitazioni nelle aree sismiche italiane, molte delle quali, sic stantibus, crolleranno con la gente dentro in occasione del prossimo inevitabile terremoto.
Il villaggio di belle e soprattutto sicure casette di legno rappresenta un’ottima soluzione abitativa transitoria e il merito va a chi è prontamente intervenuto in soccorso dei terremotati con efficienza e generosità. Ci riferiamo ovviamente alla Provincia Autonoma di Trento, che ha realizzato l’intervento con 5 milioni di euro di donazioni dei cittadini italiani raccolti dalla Croce rossa.
Questo villaggio è anche un motivo di particolare orgoglio per gli onnesi. Nel decreto firmato dal presidente del consiglio che individuava le zone dove realizzare le case in legno in attesa della ricostruzione, Onna non c’era, e ci è voluta una composta e dignitosa incazzatura degli onnesi per imporre al governo un goffo ravvedimento.
Ieri ad Onna e’ stata inaugurata anche una bellissima scuola materna realizzata in base a un progetto di Giulia, una ragazza morta il sei aprile sotto le macerie, anche lei perché rassicurata dagli esperti governativi sulla non pericolosità di quattro mesi di scosse.
In un paese dove spadroneggiano gerontocrati, palazzinari, pregiudicati, faccendieri, puttanieri e raccomandati è bello vedere una buona idea di una giovane ragazza diventare realtà, anche se lei non c’è più.
C’è poi un’altra persona da ringraziare. E’ ovviamente il signor Angelo Pica Alfieri, che ha messo a disposizione le aree su cui sorge il villaggio in maniera del tutto gratuita. Una mosca bianca in un cratere sismico dove le cordate di imprenditori filo-governativi stanno facendo soldi a palate, e senza fare un euro di sconto.
Ad Onna ieri c’erano infine persone che hanno sinceramente a cuore la ricostruzione della città e dei paesi del cratere sismico, gente che vuole i fatti e non le chiacchiere. Sono ovviamente gli sfollati incazzati di Castelnuovo, borgo medioevale totalmente distrutto, dove ancora non tolgono le macerie e dove ancora non partono i lavori per costruire, anche lì, casette di legno. E c’erano pure gli sfollati di Tempera , altro paese distrutto, dove il villaggio di case di legno non lo faranno, e smantellata la tendopoli, la maggior parte degli abitanti sarà trasferita in alberghi lontani anche ottanta chilometri. Stesso destino di altre migliaia di terremotati, perché arrivato l’autunno il Governo ha scoperto che le case vere e quelle temporanee, non bastano per tutti.  Ad Onna c’erano madri che dovranno quasi sicuramente tornare a vivere nelle loro case che fino ad una settimana fa erano classificate B e C, ovvero lesionate dal sisma ed inagibili. Opportunamente fino ad una settimana fa era proibito anche solo entrarci. Ora dopo un’ordinanza sono diventate per magia semi-agibili.  Cioè, spiegano con amara ironia le donne, sono case dove ora ci si può semi-vivere  e rischiare di semi-creparci dentro, nel caso si verifichi un altra forte scossa. C’erano poi cittadini che ricordavano con striscioni e slogan che a L’Aquila gli appartamenti del piano C.a.s.e, voluti dal capo della Protezione civile Guido Bertolaso, basteranno per un terzo degli sfollati con case distrutte e ciascun appartamento costerà quattro volte una bella casetta di legno, e tutta questa gigantesca speculazione edilizia  ha creato una nuova città di palazzine di estrema periferia che hanno stravolto per sempre il tessuto urbano dell’Aquila.

P.S.
Dimenticavamo…ad Onna ieri c’era anche, in veste di utilizzatore finale dei terremotati, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Ha consegnato chiavi, tagliato nastri, aperto porte, stretto mani e abbracciato terremotati. Ha schivato un tozzo di pane secco che gli ha scagliato contro una terremotata. E stato seguito come un ombra da un troupe personale composta da un operatore e dal giornalista Bruno Vespa. Lo stesso presidente è poi salito in macchina e andato via tra i flash dei fotografi, portandosi con sé il giornalista di cui sopra, il sindaco della città e un paio di altri terremotati, per utilizzarli come scenografia durante il monologo televisivo in programma per la serata su Raiuno. La cronaca della bella giornata finisce qui. Anche in una tendopoli ci sono cose molto più piacevoli e intelligenti da fare che vedere Porta Porta. (Filippo Tronca)

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