Camigliano, lettere in difesa della differenziata

Posted on 25 giugno 2010

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Il 21 giugno il Sindaco eletto di Camigliano (CE) è stato ufficialmente sostituito da un Commissario inviato dal Prefetto: rifiutava di cedere la gestione diretta dei rifiuti del Comune Virtuoso, arrivato al 65% di differenziata, al nuovo consorzio provinciale

Caro Deputato,
dal 21.06.2010 il Comune di Camigliano (CE) non è più guidato dal Sindaco legittimamente eletto nel 2007 Vincenzo Cenname. Il Prefetto di Caserta ha inviato il commissario ad acta perché l’amministrazione virtuosa si è, a nostro avviso giustamente, rifiutata di cedere la gestione diretta dei rifiuti a favore di un consorzio provinciale non meglio identificato… Camigliano è un comune di 1.800 abitanti, ha il 65% di raccolta differenziata, tantissimi progetti avviati per la riduzione a monte della produzione di rifiuti inutili, iniziative per il risparmio e l’efficienza energetica, e tante altre buone prassi avviate.

Abbiamo scritto al Presidente della Repubblica, senza ottenere alcuna risposta. Riteniamo insostenibile e vergognosa la presa di posizione di uno Stato che, di fatto, punisce chi è virtuoso e premia chi fa affari e sprechi con il denaro pubblico. Nei prossimi giorni manifesteremo di fronte al Quirinale, in rappresentanza delle nostre comunità locali sparse in tutta Italia, a sostegno di Camigliano e a favore del buon senso che, ogni giorno, nell’indifferenza della politica romana, i comuni virtuosi portano avanti dal 2005, anno di fondazione della rete. Nella speranza che il Palazzo non si rinchiuda ancora una volta in sé stesso e voglia ascoltare la
nostra voce, auspichiamo un interessamento Suo e del Suo Gruppo Parlamentare”.

Questo il testo della mail inviata a tutti i deputati (per gli indirizzi e-mail: http://www.mediafire.com/?mmywzzouevj) per chiedere il loro intervento in merito alla questione di Camigliano (v. n. 33 di Monitor, giugno 2010). Già Ermete Realacci (PD) e Francesco Pardi (IdV) hanno presentato alla Camera un’interrogazione parlamentare sul caso del piccolo Comune in provincia di Caserta, il cui giovane e combattivo sindaco Vincenzo Cenname è stato commissariato perché troppo efficiente nella gestione dei rifiuti.

Lo scorso 21 giugno, infatti, Cenname ha ricevuto l’ingiunzione di scioglimento della sua giunta, visto lo scadere dell’ultimatum per la trasmissione dei dati Tarsu che, di fatto, avrebbe consegnato il piccolo Comune Virtuoso nelle mani di uno dei Consorzi provinciali che, secondo la legge approvata in parlamento nel gennaio 2010, dovranno farsi carico della gestione dei rifiuti urbani in Campania. Consorzi che, tra l’altro, hanno fatto prontamente lievitare i costi delle tasse per la nettezza urbana, recapitate ai cittadini di Caserta, Napoli e Provincia in questi giorni, che raggiungono le tariffe più alte d’Italia.

Il primo cittadino di Camigliano, che con il 65% di raccolta differenziata in 13 settori, il “porta a porta”, il trasporto dell’umido fuori regione, il risparmio energetico nell’illuminazione cittadina, gli “ecoeuro” e i pannolini lavabili, ha dato a tutti lezioni di civiltà e ci ha insegnato che vivere in un territorio difficile come il nostro non è un giustificazione a non agire, prosegue con la disobbedienza civile contro una legge ingiusta che penalizza non solo Camigliano, ma tutta la nostra regione: attorno a lui la comunità di Camigliano, l’Associazione Comuni Virtuosi e la cittadinanza attiva che stanno già organizzando, per le prossime settimane, un sit in di protesta fuori al Quirinale. In attesa che qualcuno rinsavisca…
(valentina sanseverino)

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Posted in: rifiuti