Esclusivo: intercettati politico e giornalista dopo il corteo degli aquilani a Roma

Posted on 9 luglio 2010

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da http://www.abruzzo24ore.tv/

Cari amici, interrompiamo per un istante il giorno del silenzio per pubblicare in esclusiva un’intercettazione telefonica che vede come protagonisti un giornalista e un politico,  rispettivamente, nel corso della telefonata, ”mappina” e ”Capo”.
I due, ignari di essere ascoltati da orecchie indiscrete, discutono su un articolo da pubblicare in prima pagina di un imprecisato giornale, all’indomani della manifestazione del 7 luglio a Roma dei terremotati aquilani.
Ricordiamo altresì che  con la legge-bavaglio, questo importante documento non potrebbe essere pubblicato.

«Pronto, ciao mappina, è pronto il pezzo?».
«Capoooo, buongiornoooo, come sta? Tutto bene? É sempre un onore sentirla…».
«É pronto il pezzo?».
«Si, si certo Capo, certo!».
«Che ci hai scritto?».

«Dunque, Capo, ho detto che sono solo una minoranza di invasati e strumentalizzati di sinistra, che ce l’hanno con il Presidente, che erano quattro gatti, che comunque in serata è stato tutto risolto dal Governo e non pagheranno le tasse per dieci anni, per far capire che insomma cosa hanno da lamentarsi… con tutti i problemi che ci sono in Italia. Ho anche trovato due terremotati pronti a testimoniare a prezzi modici la loro gratitudine immensa per quello che è stato fatto finora per loro.  Con un sovrapprezzo possono anche parlare male dei loro concittadini manifestanti…».

«Togli il passaggio sui problemi che ci sono in Italia. E sui feriti che hai scritto?».
«Nulla, ovviamente non ho detto nulla…».
«Ma allora sei proprio un incapace! Le immagini di quei due terremotati insanguinati, per colpa delle televisioni faziose e scorrette, le hanno già viste tutti!».
«Ah, è vero…»
«Ti viene qualche idea, per puro caso, cara mappina?».

«Mmm… dunque… ah si… ecco l’idea! Si può scrivere che due facinorosi hanno preso a capocciate il manganello di due eroici tutori dell’ordine!».
«Idiota… ma chi vuoi che ci creda… no… non funziona…».
«Capo… per quello non avevo scritto niente…».
«Taci! Non mi contraddire!… allora… vediamo… ecco… scrivi che c’erano i no global. Che è colpa loro, funziona sempre, infiltrati no global in quel branco di terremotati ancora traumatizzati».
«Capo, lei è un genio!».

«Eh già. Devi sapere del resto, che da un sondaggio che ho fatto fare questa notte, risulta che i no global resistono nella classifica delle paure delle persone per bene. Certo, sono stati scavalcati dai froci, dai magistrati, dai negri, dagli zingari, dai comunisti, ma sono comunque  avanti agli acari, ai meridionali, ai fannulloni, alla cellulite, alle rughe, agli extra-terrestri all’assenza di campo per i cellulari.  Usa i no global».
«Ma capo, secondo te c’erano veramente i no global?».
«Stai zitto mappina, quello che dico io è quello che è accaduto».
«Assolutamente, ci mancherebbe. Però nelle immagini si vede che in testa al corteo c’erano i sindaci di centrodestra e centrosinistra e persone normali, tra cui molti vecchietti, senza caschi e molotov. Se vuole posso scrivere che i sindaci avevano le molotov in tasca, e quei vecchietti erano ex-brigatisti?».

«No, sui sindaci di centrodestra presenti in corteo non dire nulla, e  neanche sui  politici abruzzesi  amici nostri  che quel giorno erano al mare e in trattoria».
«Sì… sì… capo… si giusto, molto meglio… alla gente non interessa il gossip».
«Bene, e ricorda: il terremoto deve diventare un problema di ordine pubblico.  Se la ricostruzione è ferma è perché non ci sono soldi e allora la colpa è del sindaco comunista, e del popolo dell’odio, che è invidioso del miracolo compiuto dal Nostro Presidente. E ripeti e sottolinea sempre che i soldi ci sono ma quei fannulloni dei terremotati non sono capaci di spenderli».

«Miracolo. Certo, il terremoto è stato un miracolo. Non sono capaci di spendere i soldi.  Ecco, mi sono appuntato tutto!». «Bravo, mappina, miracolo, ovvio. E poi deve passare il fatto che questi terremotati hanno stufato, che sono solo dei lamentosi meridionali, che gli aquilani sono degli ingrati, degli incontentabili, che gli italiani hanno già dato e ora si devono rimboccare le maniche da soli, senza abusare della generosità ricevuta».
«É proprio vero. che ingrati!».
«Menti fragili».

«Anche… menti fragili».
«E a proposito, manda qualcuno a fare un reportage sui container di Giove in Umbria, sempre gli stessi. Dì al tuo giornalista di portarsi questa volta pure qualche topo da liberare nella camera del terremotato, e poi fai fare una foto da pubblicare in prima pagina, con un bel titolo… tipo… ma allora preferivate i container?».
«Certo, certo… buona idea. E se ne container ci mettiamo pure un coccodrillo? Me lo può procurare un mio amico che traffica in animali esotici per le piscine dei camorristi».

«No, un coccodrillo no, ce lo teniamo per altri scoop… bastano i topi… mi raccomando però, belle zoccole e pantegane da competizione. E infine, ovvio, tanti articoli su quanto sono belle le C.a.s.e. che il Presidente gli ha costruito in tempi record, parla dei fiori, degli alberi che stiamo facendo piantare, della gioia e della serenità dei terremotati grati e riconoscenti, eccetera, ma ste cose già le sai, senza che te le sto a ripetere…».

«Perfetto, ovvio. E poi alla pagina a fianco possiamo metterci un reportage sulle centinaia di migliaia di italiani che non riescono più a pagare l’affitto, che vivono in tuguri o sotto i ponti, che tanta gente non ce la fa più a pagare il mutuo. Possiamo ricordare che la metà delle scuole non sono sicure dal punto di vista sismico, che rischiano di crollare anche senza terremoto, e che se in Calabria ci sarà un terremoto sarà una strage, e si continuano a costruire case brutte e abusive  e poi…».
«Calma, fermati, calma… no, questo, no. In Italia tutti hanno una bella casa e le scuole sono tutte sicure. E la Calabria… ma sei matto, mappina? Lì la priorità è fare il Ponte, se si trovano i soldi. E’ da irresponsabili creare allarmismi, serve ottimismo e fiducia per superare la crisi. La nostra crisi di consensi, intendo…».
«Vero, dimenticavo…».

«Ah poi, lo sai che c’erano pure Bersani e Di Pietro alla manifestazione?».
«Maledetti!».
«E tu sai cosa devi fare vero?».
«Certo, Capo: bastonate e olio di ricino sui terremotati che li hanno applauditi!».
«No applauditi, mappina. Fischiati. Li hanno fischiati».
«Ma veramente…».
«Ho detto fischiati».
«Fischiati, certo, fischiati».
«O meglio facciamo così: fischiato Bersani. Mentre Di Pietro, rozzo contadino molisano con la zappa e i caciocavalli, che fa i rutti e puzza di sudore, per dare un po’ di colore al pezzo».
«Ah, ah, ha!».

«E poi c’è l’assalto alla casa del Presidente. Eh già, dobbiamo metterci anche questa cosa. Scrivi che a un certo punto i terremotati capitanati dal sindaco e dai no global, volevano assaltare la casa del Presidente, per ucciderlo». «Ucciderlo?». «Bè… no dai… forse è esagerato… volevano assaltare la casa e basta…». «E dunque è stato giusto usare il manganello, lei è un genio Capo…». «Vedi che capisci anche tu se ti ci metti? E ricorda sempre la linea editoriale…». «Sì certo che la ricordo…».

«Le persone per bene sono belve assetate di sangue, le notizie sono come pezzi di carne sanguinolenti da gettare in pasto ad avidi leoni del circo Massimo. La gente ha bisogno di motivi per odiare il prossimo, per sfogare lo stress, soprattutto quando fa caldo, per dimenticare i loro problemi. C’è la crisi, i loro stipendi sono i più bassi d’Europa. E non abbiamo un soldo in cassa. Ieri , ma non scriverlo, il ministro voleva farla finita ingoiando la calcolatrice. E ci mancava pure il terremoto, e quei poveri disgraziati che stanno messi peggio di tutti e, te lo dico in confidenza, ma ovviamente non scriverlo, in fondo hanno ragione a protestare. Però se non si fa così, se non si fa corretta ed equilibrata informazione, c’è il rischio che il popolo si incazzi per davvero, e che ci venga a cercare con i forconi, e allora è finita la pacchia. La mia e la tua. Io tornerò a fare l’autista al comune. E tu a lavare con la rena i pavimenti delle tonnare, altro che ville comprate a saldo, regalini dei nostri amici costruttori, le feste, le escort, il caviale, lo spumante, il ferrarino, i bagni in Sardegna a scrocco, lo stipendio che tu ti guadagni grazie ai finanziamenti pubblici e non certo per quelle quattro copie del giornale che vendi».
«Sì, sì, Capo, ha proprio ragione, dobbiamo mostrare senso di responsabilità».

(filippo tronca)

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Posted in: attualità