Accade in città / Rifiuti emergenti

Posted on 20 settembre 2010

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(foto di carola pagani)

Scenari preoccupanti

«Se il Comune di Napoli non salda subito il debito di tredici milioni e mezzo nei nostri confronti, da giovedì non preleveremo più l’immondizia». Apre scenari preoccupanti Stefano Gavioli, presidente di Enerambiente, l’impresa che fino a ora ha garantito la raccolta in città. Ieri ha pronunciato l’ultimatum direttamente al cospetto di Paolo Giacomelli, l’assessore all’Igiene Urbana, e dei vertici di Asia. La proposta di Palazzo San Giacomo – un anticipo di poco più di un milione e mezzo – non ha ammorbidito la posizione dell’azienda. «Non posso continuare», si sfoga Gavioli, «perché sono un imprenditore, mica una banca che deve finanziare il Comune».

(Da: “L’Asìa non paga: raccolta verso il blocco” di Fabrizio Geremicca, 
Il Corriere del Mezzogiorno,14 settembre 2010 )


Asili nido sprangati e organizzazioni non ottimali

È caos nel mondo dei rifiuti. […] Nel centro storico un asilo nido, il “Pasquale Scura”, è rimasto bloccato: l´ingresso principale è già ostruito da sei mesi da una palma pericolante che attende di essere abbattuta, ieri anche l´ingresso laterale è diventato off-limits causa spazzatura. Bambini e genitori hanno dovuto fare dietrofront. Il quantitativo non rimosso era stimato intorno alle duecento tonnellate. Le cause, secondo l´assessore Giacomelli, erano negli impianti: lavori a Chiaiano; il termovalorizzatore di Acerra che per altri due mesi circa avrà una sola delle tre linee in funzione […] Versione però censurata dal generale Morelli: «Come ben sa l´assessore, non ricorre nessun nesso causale tra la temporanea riduzione di attività dell´impianto ad Acerra e le difficoltà nella raccolta dei rifiuti in città, dovute invece a criticità contrattuali e finanziarie riguardanti Asìa e le imprese incaricate dalla stessa della raccolta rifiuti, la cui organizzazione non è sempre ottimale».

(Da: “Nuova crisi rifiuti in città lite Comune-commissariato” di Patrizia
Capua e Roberto Fuccillo, la Repubblica Napoli, 17 settembre 2010)


Porta a porta a malapena

Non ci sono soldi: stop al progetto di ampliamento della raccolta porta a porta. Entro l’autunno del 2010 Asìa aveva previsto di estendere questo sistema – bidoncini nei palazzi per l’umido, il vetro, la carta, la plastica e l’alluminio – a Barra, a Scampia, al rione Lieti, alla parte mancante del Rione Alto, fino al confine con Capodimonte. Un piano ideato per coinvolgere altre centinaia di migliaia di napoletani. Le casse di palazzo San Giacomo sono però vuote ed è sfumato il finanziamento europeo da otto milioni di euro, destinato all’acquisto di mezzi e di attrezzature indispensabili a sostenere un sistema che costa certamente di più, anche se frutta poi enormi risparmi, attraverso la drastica riduzione dei rifiuti conferiti alle discariche o al termovalorizzatore. Mancando i fondi, non sono stati acquistati i bidoncini, i sacchetti biodegradabili per l’umido, i piccoli automezzi. A malapena, anzi, Asia riesce a garantire il porta a porta dove è stato attivato già tra il 2008 e il 2009: parte di Ponticelli, una fetta del Rione Alto, Bagnoli, Chiaiano, San Giovanni.

(Da: “Rifiuti caos, ora salta anche la differenziata”, di Fabrizio Geremicca
da Il Corriere del Mezzogiorno, 19 settembre 2010)  


Febbriciattole o crisi virulente

La previsione dell´Asìa è di un ritorno alla totale normalità per domattina. Resterà lo stato di tensione, una sorta di febbriciattola del sistema, dovuta al fatto che comunque le nuove ditte liguri entreranno in azione non prima della seconda metà di ottobre. Ma, soprattutto, preoccupa la possibilità che il male possa riscoppiare in forma virulenta da qui a qualche mese. […] Chiaiano e Terzigno vedranno colmati i loro invasi e per ora nessuno ne ha individuati di nuovi, anzi è stato più volte smentito sia un allargamento di Chiaiano che un secondo sito nel parco del Vesuvio. Nel frattempo la differenziata resta ferma più o meno dov´è, a trecentocinquanta tonnellate al giorno, il compostaggio è un mistero, gli altri termovalorizzatori vivono solo sulla carta, di nuovi siti di stoccaggio pare ci siano soltanto quelli di sempre, Acerra e San Tammaro, con ovvio rischio di rivolta delle popolazioni.

(Da: “Rifiuti, crisi ai Quartieri e Pianura l’Asìa: 'Strade pulite entro
domani'”, di Roberto Fuccillo, la Repubblica Napoli, 19 settembre 2010)
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Posted in: rifiuti