Terzigno, il sindaco e il premiér

Posted on 30 settembre 2010

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( foto di János )

«A Roma ho incontrato il premiér – afferma il sindaco di Terzigno accentando la ultima “e” -, mi ha promesso che verrà qui fra cinque giorni e che la discarica Vitiello non si aprirà».
Con questo proclama ricco d’enfasi Domenico Auricchio si è rivolto ieri sera ai suoi cittadini, a poche ore dalla conclusione della veglia e relativa marcia organizzata dal vescovo di Nola, Beniamino De Palma, dalla piazza Pace di Boscoreale. L’agenzia Ansa, ci ha messo poco a fare il giro dei maggiori canali di informazione, dando l’impressione di una vittoria inaspettata. Ma si tratta, appunto, di un’impressione.

Negli ultimi anni, infatti, Mimì Auricchio ha dapprima lottato contro le discariche nel Parco del Vesuvio, poi ha cambiato idea e le ha descritte come una “fabbrica di confetti” capace di portare benessere e progresso al territorio vesuviano, garantendo compensazioni e risarcimenti per gli eventuali danni causati dalle cave. Infine, si è di nuovo schierato contro quando il fetore è divenuto insopportabile. In continuità con il suo noto feeling con il Presidente del Consiglio (su youtube campeggia il video in cui Berlusconi gli dona personalmente una targa in argento), oggi il sindaco di Terzigno mette di nuovo in campo le promesse del primo ministro, proprio quando appena ventiquattro ore prima Bertolaso aveva affermato che «chi dice di non voler aprire cava Vitiello viola la legge, dal momento che nel decreto emergenziale del 2008 si individua la cava come possibile nuovo sversatorio campano».

Ma le vere preoccupazioni sono altre visto che, se davvero la cava Vitiello non si dovesse aprire, è già allo studio un eventuale ampliamento della cava Sari – adiacente alla Vitiello – e ancora non si parla delle bonifica della stessa, la quale nell’ultimo anno ha ingurgitato più di settecento mila tonnellate di rifiuti tal quale.

È evidente che al momento c’è ben poco da gioire: abituati alle bugie di Berlusconi, consapevoli della mutevolezza di opinione dei sindaci dell’area vesuviana, nauseati dalla puzza proveniente dalla apertissima cava Sari, preoccupati da un suo ulteriore allargamento (senza alcuna prospettiva di bonifica), stremati dai continui scontri con le forze dell’ordine, spaventati da possibili denunce a causa degli scontri stessi, i cittadini di Boscoreale, Trecase, Boscotrecase e Terzigno non hanno davvero voglia di credere a nulla che non sia scritto nero su bianco una volta e per tutte.

Per questo motivo, questa mattina i dipendenti degli scavi archeologici di Pompei hanno bloccato l’ingresso agli scavi, riunitisi in assemblea, per sollevare ancor di più la questione delle discariche proprio mentre per le strade di Boscoreale sfila una manifestazione pacifica di studenti e famiglie ed è stato proclamato il lutto cittadino con la serrata di tutti di esercizi commerciali. Per questa sera è previsto – sempre che la Rai non decida di annullarlo – il collegamento con “Anno Zero” e per domani, primo ottobre, si attende una grande manifestazione nazionale lungo via Zabatta, sede delle più grandi discariche d’Europa. (alessio arpaia)

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Posted in: rifiuti