Per le piazze di Secondigliano

Posted on 16 ottobre 2010

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( foto di eduardo castaldo )

Quasi mille persone hanno sfilato per più di un’ora lungo le strade di Secondigliano, con il corteo “Anticamorra e per la legalità”, indetto dall’Unione Inquilini dopo l’aggressione a Mimmo Lo Presto, il segretario napoletano del movimento, picchiato il 21 settembre con spranghe di ferro, e minacciato di morte all’interno della sede di via Mianella.

È dall’inizio degli anni Novanta che Mimmo ha stabilito l’ufficio dell’UI di Napoli a Miano, e da allora il box dove riceve continuamente persone, aiutandole a compilare documenti o a procurarsi una assistenza legale adeguata, è diventato una presenza fissa nel quartiere. Nella piazzetta non lontana dall’ex birreria Peroni decine di persone passano ogni giorno per provare a risolvere i loro problemi con Mimmo: «Noi siamo ignoranti – ci dice senza vergogna Giuseppina – e se non fosse per lui usciremmo pazzi, tra tutte queste carte, cartuscelle, moduli e modelli».

Nel corso degli anni Mimmo si è sempre battuto per gli abitanti delle case popolari, denunciando i meccanismi clientelari della politica nella gestione degli alloggi, e il racket esercitato dalla camorra, con le illegalità nella sistemazione degli inquilini. Tutto ciò, però, non ha dato abbastanza fastidio quanto il fatto che la luce dell’ufficio dell’Unione Inquilini fosse sempre accesa, e il movimento all’interno e all’esterno del box continuo. È soprattutto questo che importa alla camorra, che dopo la chiusura di alcune piazze di spaccio a Secondigliano e Scampia, è alla ricerca di nuove zone dove esercitare un controllo totale. Alla luce di tutto questo, il via vai dall’ufficio dà fastidio ora più di prima.

Proprio alle spalle della sede dell’UI, si sta sviluppando oggi una nuova piazza, come lo stesso Mimmo racconta: «È una piazza che fa gola a elementi scissionisti, che hanno approfittato di un momento di sbandamento dei loro nemici per guadagnare terreno, nel vero senso del termine». In altre parole, durante la detenzione di alcuni pezzi grossi dell’Alleanza di Secondigliano, bande di scissionisti hanno preso possesso della zona, dalla quale ora vogliono cacciare Mimmo.

Lui però ha un carattere forte e deciso, temprato da decenni di militanza. È agguerrito e battagliero, e si è sempre messo a disposizione di tutti. Se c’è una cosa che non vuole, però, è finire male, da ennesimo eroe anticamorra. Non vuole lasciare il quartiere, perché «sarebbe la sconfitta più grande della mia vita», ma allo stesso tempo si rende conto che potrebbe rimetterci la pelle. Ha chiesto così aiuto a tutti, convocando una grande manifestazione “Per la legalità e contro la camorra”, chiedendo di dimostrare che Miano e tutta la periferia a nord di Napoli sta dalla sua parte. I segnali che l’hanno preceduta, a dire il vero, non sono stati esaltanti: sentinelle in motocicletta hanno percorso nei giorni scorsi il quartiere, soprattutto le strade dove abitano amici, colleghi, simpatizzanti di Mimmo. Una dimostrazione di forza che ha intimorito qualcuno e ha costretto la polizia a presidiare il corteo. Il clima durante la manifestazione, però, è stato positivo, fatta eccezione per alcuni momenti in cui si è assistito a scene un po’ imbarazzanti.

Dopo la prima parte del corteo, che è scivolata via lungo la Masseria Cardone e il Quadrivio, le facce delle persone ai balconi e per le strade sono diventate meno amichevoli, soprattutto all’interno del rione dei fiori, il cosiddetto “terzo mondo”, considerato una roccaforte dei Di Lauro. Se durante la prima parte del tragitto, infatti, i commenti più frequenti erano sorridenti osservazioni sull’insolita quantità di mezzi e uomini di polizia lungo quelle strade, successivamente, lungo via Gerusalemme liberata o via Misteri di Parigi, alcuni ragazzi scuotevano la testa quasi rabbiosi, e gli adulti si affacciavano per richiamare i bambini in casa. Ma Mimmo aveva scelto di proposito di passare per quelle strade, quasi a voler provocare chi le gestisce e le organizza.

Va infine sottolineato che a partecipare al corteo – che è stato comunque un successo, considerando il numero di partecipanti ben più alto di quello previsto – c’era anche tutta l’elite della politica napoletana. Il sindaco, ma anche la schiera dei futuri pretendenti alla sua poltrona: Nicola Oddati, che stringeva mani e sorrideva fiero; Luigi De Magistris, con un maglione rosso fuoco, che sfilava al fianco di Lo Presto, annuendo continuamente alle sue parole; assessori vari, infine, tutti in prima linea, nonostante nel corso degli anni Mimmo abbia avuto non pochi scontri con diversi esponenti politici, soprattutto riguardo alle speculazioni nella gestione delle case popolari. Tutti quelli che c’erano, in ogni caso, sorridevano e promettevano, dandogli pacche sulle spalle, e invitandolo a non mollare. Lui, orgoglioso ma timido, in alcuni momenti è sembrato persino un po’ spaesato, a disagio sotto la luce dei riflettori. Forse pensava a cosa sarebbe successo da domani, temendo di ritornare solo, in quella che il sindaco ha definito una “sfida al sistema”. Come nei vecchi film sulla camorra di Mario Merola. (riccardo rosa)

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