La tua fame ti precede

Posted on 21 ottobre 2010

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(disegno di diego miedo)

Quando a un giornalista chiedono di andare a seguire una conferenza stampa, di solito è una “mazzata in fronte”: circoli di partito, propaganda elettorale, ordini professionali, presentazioni di libri, mostre e mostrine. Insomma, una noia mortale. Quando questa mattina mi hanno telefonato, però, ho capito che qualcosa di buono poteva esserci. Diciamo che ho sentito l’odore. La conferenza, infatti, avrebbe avuto luogo a ora di pranzo, in un noto ristorante di via Partenope, famoso in città soprattutto per le sue fritture all’italiana. Di cosa trattava la conferenza, non lo dico: gli organizzatori sono stati educati e gentili. «Carinissimi», li ha definiti la collega che mi sedeva accanto. Insomma, non se lo meritano.

Né, se non mi fosse sinceramente interessato, sarei stato costretto a prestare attenzione alla conferenza: proprio la collega, infatti, mi ha fatto notare dopo pochi minuti che tutte le informazioni di cui necessitavamo erano scritte in un piccolo opuscolo che veniva distribuito all’ingresso. Insomma, sarebbe bastato leggere le frasi in neretto, e il pezzo sarebbe venuto giù da solo. Anche per questo, dopo circa dieci minuti, ho cominciato a distrarmi. Mi sono occupato soprattutto delle fotografie dei personaggi più importanti, ma erano proprio loro a impedire la mia concentrazione. Un ex sindaco di provincia, l’ex assessore Francesco Emilio Borrelli, e l’ex presidente, sempre della provincia, Amato Lamberti. Proprio quest’ultimo, rubava più frequentemente la mia attenzione. Era, infatti, inspiegabilmente vestito di scuro: completo nero, credo, e cravatta grigia. Qualcuno a casa mia avrebbe detto che “vestire così è malaugurio”. In ogni caso, proprio mentre osservo l’arredamento del ristorante, vengo svegliato da un fragoroso applauso: la conferenza è già finita, sarà durata meno di un quarto d’ora, e uno degli organizzatori sta indicando la strada per il buffet. Deve essere davvero la mia giornata fortunata, perché davanti a noi si apre un ben di dio fatto di pizze di ogni tipo – con melanzane, salame, pomodorini – e delle famose fritturine.

Non sono l’unico a entusiasmarsi per lo spettacolo invitante, però, e in particolare i colleghi, sono velocissimi a fiondarsi verso il tavolo. “La tua fama ti precede”, diceva qualcuno a un nobile cavaliere in un vecchio film, ma in questo caso, pur mettendo la dovuta distanza tra i giornalisti e i cavalieri, più che fama mi pare si tratti di fame. Al secondo posto giungono i politici, meno rapidi ma forse più agguerriti. Uno di loro a momenti si affoga, inghiottendo in un colpo solo un arancino grosso quanto la testa di un neonato.

Andando via saluto e ringrazio gli organizzatori, i quali mi chiedono di attendere, e dopo pochi secondi ritornano carichi di omaggi: una bottiglia di vino, piuttosto ricercata, e un pacco di pasta di Gragnano. Li ringrazio ancora. Confermo: è proprio la mia giornata fortunata. Andando via salgo in macchina e telefono al mio caposervizio per chiedere delle battute per il pezzo. Sono di buon umore. Lei, però, mi dice, dal momento che sono in zona, di passare a far foto a un corteo di studenti che sta bloccando la piazza. «Scrivere due righe sul traffico bloccato, capisci, credo proprio sarebbe il caso». Se faccio in fretta è meglio, che nel primo pomeriggio servono i pezzi. Rimango imbottigliato nello stesso traffico del corteo per trentacinque minuti. Perdo la pazienza, faccio inversione, e via. Altro che giornata fortunata, ritiro tutto: che palle questo mestiere! (gazza)

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Posted in: giornalismi