Terzigno, aprirà la seconda cava

Posted on 21 ottobre 2010

1


( foto di jános )

Boscoreale, rotonda di via Panoramica. Fino ad oggi le forze dell’ordine si erano solo “divertite” a spaventare i manifestanti con qualche lacrimogeno e qualche manganellata qui e lì. Stanotte, invece, l’inferno.

Alla rotonda, dopo la notizia della certezza dell’apertura della seconda cava, la Vitiello, si è radunata molta più gente del solito. I blocchi, che da mesi stanno cercando di impedire gli sversamenti  nella prima cava, la Sari, sono aumentati a dismisura. Il governo, nazionale e locale, ha gettato definitivamente la maschera: non c’è un piano di gestione rifiuti alternativo, l’inceneritore di Acerra funziona male e in ogni caso è insufficiente, dunque l’unica strada sarebbero le discariche, anzi la discarica – la nuova discarica di Terzigno che originariamente doveva servire come invaso per la lava del Vesuvio. La Vitiello accoglierà immondizia indifferenziata per quattordici milioni di tonnellate, circa dieci anni di sversamenti: la popolazione vesuviana verrà avvelenata più di quanto non lo è già stata negli ultimi vent’anni. L’unica strada è scappare, andare via; ma con le bassissime quotazioni che hanno raggiunto gli immobili in zona e la disoccupazione dilagante, dove mai possono andare i cittadini?

Presa, dunque, la decisione nelle alte stanze del palazzo, il lavoro sporco spetta alle forze dell’ordine, e il bilancio di questa notte è pesantissimo: duecento agenti e quaranta blindati in assetto da guerra, manganelli in ogni angolo, cariche, lacrimogeni… una ragazza inseguita e picchiata, violate le proprietà private, messi in fuga centinaia di manifestanti che hanno provato a offendere anche loro con qualche pietra, con barricate e con fuochi, incendiata anche un’automobile.

Hanno aspettato che l’ultimo TG Rai della notte finisse e hanno caricato. Con violenza. Gratuita. Lo stato ordina: «Βisogna reprimere! Occorre sversare». Le forze dell’ordine eseguono. E gli ordini fanno male, i manganelli umiliano, gli arresti ancora di più. Il questore dice che la situazione deve essere normalizzata. E giù botte: donne, ragazzi, anziani… Tutti vengono picchiati e allontanati. Lo si sapeva, era nell’aria. Il governo ha detto basta, bisogna far tornare il silenzio a Terzigno. Eppure è sempre più difficile riuscire a farlo, la puzza riempie l’aria e l’amore dei genitori per il futuro dei propri figli è più forte della paura delle mazzate.

La politica, quella dei partiti, non la si può nemmeno più definire fallimentare. Va oltre il fallimento:  in una situazione già tesa da giorni, parlamentari, ministri e governatori rispondono con un “no” secco: «Nessun dialogo sui territori, la discarica si apre». Cosa si aspettavano che accadesse? A Terzigno e a Boscoreale c’è la guerra, non si entra e non si esce. E la puzza è insopportabile. (alessio arpaia)

Annunci
Posted in: rifiuti