Il miracolo di cava Vitiello

Posted on 30 ottobre 2010

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( foto di stefano esposito )

da Il Corriere del Mezzogiorno, 30 ottobre 2010

L’epilogo è un abbraccio tra due mamme vulcaniche, maglietta nera a maniche corte che sfida l’umidità, lacrime sotto il flash dei fotografi e alla luce delle telecamere, a un passo dalla Prefettura di piazza Plebiscito. Cantano vittoria perché, nel documento siglato dal presidente del consiglio Berlusconi e dai sindaci dell’area vesuviana, la discarica nella cava Vitiello è definitivamente scongiurata. «Probabilmente verrà approvato un decreto-legge», si spinge a ipotizzare Nazzarena Gargiulo, insegnante di scuola elementare, una delle protagoniste della mobilitazione di Terzigno e di Boscoreale. Ha appena incontrato Berlusconi, invitata a salire su dai sindaci, per dare il suo assenso alla proposta di accordo. È rimasta su in Prefettura neppure venti minuti, il tempo di leggere il testo, di dire che andava bene e di tornare nella piazza, subito assediata dai giornalisti e dai cineoperatori.

L’accordo, dunquePrevede che sia messa nero su bianco la rinuncia dell’esecutivo a realizzare uno sversatoio nei cento moggi dell’invaso che appartiene alla società dei fratelli Vitiello, colpita cinque anni fa da informativa antimafia, e che due anni fa era stata requisita dallo Stato, con provvedimento di occupazione di urgenza. Contempla, inoltre, che siano sospesi i conferimenti della spazzatura nella cava Sari, quella che dista dalla Vitiello poche centinaia di metri, in attesa che proseguano le analisi sull’acqua di falda e sull’aria e chi siano ultimati gli interventi finalizzati a eliminare il più possibile tanfo e miasmi. Nelle more, l’immondizia prodotta dai paesi vesuviani sarà dirottata negli Stir di Caivano e Tufino.

Quanto durerà la pausa dei conferimenti alla Sari non è scritto nell’accordo e so lo chiedevano con insistenza mista ad apprensione, in serata, anche i cittadini che da settimane animano il presidio davanti all’ingresso dello sversatoio nel vesuviano. Prevedibilmente la pausa durerà ancora alcuni giorni, non di più. Trascorsi i quali, i camion riprenderanno a portare la spazzatura nell’invaso che appartenne ai La Marca. Dovrebbe essere solo la frazione secca proveniente dai Comuni vesuviani, tuttavia, e la speranza di Berlusconi e di Bertolaso è che, incassata la vittoria su cava Vitiello, i comitati non insistano nell’impedire l’accesso dei camion carichi di immondizia alla Sari.

Il documento siglato dai sindaci prevede, inoltre, un impegno formale a potenziare la raccolta differenziata, peraltro già piuttosto avanzata in molti dei Comuni della zona vesuviana. Affinché non resti una enunciazione di buone intenzioni, priva di risvolti concreti, come troppe volte è accaduto in passato, l’amministrazione di Somma Vesuviana si è impegnata ad ospitare sul proprio territorio un impianto di compostaggio. Se davvero sarà rispettata, questa è la parte più innovativa dell’accordo. Il vero nodo da sciogliere in Campania, affinché si arrivi finalmente a un ciclo di gestione dei rifiuti degno di un paese civile, senza più discariche, è appunto la costruzione dei capannoni dove la parte umida del rifiuto, che attualmente finisce negli sversatoi o è inviata per il trattamento fuori regione, al costo di circa duecento euro a tonnellata, diventi compost o fertilizzante. Raffaele Allocca, il sindaco di Somma Vesuviana, ha fatto anche di più: «Ho dato la disponibilità della mia amministrazione, qualora sia necessario, ad ospitare il quarto termovalorizzatore previsto in Campania».

La riunione si è protratta fin oltre le dieci di sera. Prima ancora che ci fosse la firma ufficiale, però, hanno espresso soddisfazione anche i sindaci che hanno partecipato all’incontro. Agnese Borrelli tra queste. Guida l’amministrazione di Boscotrecase e si è concessa una sortita per un caffè, poco dopo le nove. Visibilmente soddisfatta, ha detto: «La battaglia è vinta». Un’ora più tardi Berlusconi in conferenza stampa: «Abbiamo trovato la soluzione. Su cava Vitiello si farà una legge». Idem per cancellare l’ipotesi di una discarica a Serre, pure essa prevista dalla precedente normativa. A costo di smentire se stesso, dunque, il premier ieri ha placato la rivolta dei sindaci. In giornata, in videoconferenza, proverà a convincere anche coloro i quali non si accontentano della cancellazione di cava Vitiello e vorrebbero il blocco definitivo dei conferimenti alla discarica in attività. Tra loro anche alcune mamme vulcaniche: si dissociano da quelle che hanno trovato l’intesa. Pierluigi Bersani commenta a sua volta con sarcasmo il pomeriggio partenopeo del premier: «Promette miracoli a rate. Il più delle volte, in questo tipo di cose, i miracoli tendono a finire in discarica». (fabrizio geremicca)

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Posted in: rifiuti