Il teatro segreto di San Giovanni

Posted on 5 novembre 2010

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(foto di carola pagani)



 Domani 6 novembre alle ore 21 la sala teatro Ichòs di San Giovanni a Teduccio inaugura la sua stagione con il concerto del cantautore e attore livornese Bobo Rondelli. Napoli Monitor ha dedicato all’esperienza di Ichòs un articolo apparso nel numero 0 del giugno 2006 (che vi riproponiamo qui sotto). Da allora forse sarà cambiato qualcosa (di sicuro l’età degli intervistati), ma quel che è certo è che il teatro Ichòs è ancora al suo posto in una traversa del corso San Giovanni. E questo continua a farci molto piacere.

La sala teatro Ichòs è un posto nascosto, quasi clandestino. «A San Giovanni lo sanno in pochi che qui c’è una sala teatrale». Salvatore Mattiello sta in piedi dietro al bancone del minuscolo bar nell’antisala del teatro. Ha quarantaquattro anni, vive a Portici, di mestiere fa il ferroviere. Peppe Zinno, che armeggia con l’impianto luci nella saletta sopra le nostre teste (il teatro clandestino è in miniatura), lavora alla Asl di Ponticelli; e poi c’è Massimo, che lavora in farmacia, Giovanna che fa l’infermiera e altri ancora. Hanno cominciato venticinque anni fa, con il teatro di strada. Il gruppo si chiamava “Zoe”: giocolieri, trampolieri, mangiafuoco, per tanti anni in giro tra l’Italia e l’Europa. Nel ‘99 li chiamano a San Giovanni per i duecento anni della rivoluzione giacobina. Per preparare lo spettacolo lavorano tre mesi in un cortile, poco distante dal posto dov’è ora il teatro. «Era un allestimento complesso – dice Salvatore, che scrive tutti gli spettacoli –. C’era un grande palco, venti maschere, le forche, l’albero della libertà. Ma erano anche i luoghi della nostra infanzia. Noi siamo tutti di qui. Alle spalle del cortile c’era il campetto dove giocavamo a pallone. In quei mesi ritrovammo tanti vecchi amici. Un giorno il custode del campo ci segnalò un locale, una camiceria abbandonata. Andammo a vederla, parlammo con il proprietario e decidemmo di installarci lì».

Via Principe di San Nicandro è un’isola tranquilla, una stradina che si inoltra verso l’interno staccandosi dal corso poco prima che San Giovanni diventi Portici. In questa specie di borgo appartato («C’è anche una villa del Settecento, ma non ci viene mai nessuno»), Zoe si è trasformato in Ichòs. Il teatro di strada è diventato un progetto stanziale. Le prime rassegne con i gruppi dei dintorni, poi anche compagnie da Napoli, Roma, la collaborazione con un gruppo di Formia. «In sei anni siamo cresciuti – dice Salvatore –. Ci siamo confrontati con altri gruppi. Abbiamo imparato a organizzare una piccola stagione teatrale». Ma il nuovo spazio ha significato anche il ritorno a casa. «Al quartiere operaio della nostra gioventù si è sovrapposto un luogo che assomiglia a una periferia qualsiasi. È scomparso il collettivo. Al posto della sezione, ma anche del gruppo cattolico, è rimasta la coppia. E se lui non c’è, magari lei non può nemmeno uscire di casa».

La sala Ichòs ha quindici abbonati nel quartiere. Non sono molti, dice Salvatore. Ma nemmeno pochi. C’è voluto del tempo per farli appassionare a un tipo di teatro a cui non erano abituati. «Questo per noi è un luogo di ritrovo, ma non un circolo privato. Se qualcuno ci chiede la sala, gliela diamo volentieri. Non intendiamo allargarci. Siamo gente che lavora. Quest’ambito corrisponde alla nostra concezione del teatro. Credo sia giusto che i lavoratori abbiano il tempo, e la testa, per fare teatro. Ormai non c’è più il dopolavoro, nessuna socialità. Cominci un lavoro e sei solo come prima. Il tuo unico interlocutore è il datore di lavoro. E nel rapporto di forza, sei tu quello debole. Non a caso il prossimo anno faremo un lavoro su Brecht».

Salvatore si interrompe. Peppe ci sta salutando, metà figura già oltre la soglia, sulla strada silenziosa. «Questa è una cosa che continua a emozionarmi – dice Salvatore –. Lui ha lavorato tutta la mattina alla scenografia, poi a un certo punto, “signori arrivederci, devo andare al lavoro”. Capita anche a me a volte, quando finisce lo spettacolo, di salutare in fretta e andare via. È una situazione magica. È importante che sia così». (luca rossomando)

Sala Teatro Ichòs, via Principe di San Nicandro 32/A – Napoli

Info: 081275945

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