Chi Vip e chi no: Lele Moric a Nola

Posted on 10 novembre 2010

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( disegno di cyop )

«Dai vieni, ci divertiamo, sai che femmine ci stanno? Tutte vip!». Il mio amico insiste, così acconsento e mi ritrovo a Nola di venerdì sera. Vestito tale e quale al giorno della laurea. Località Villa Minieri, un posto incantato a due passi dall’ospedale, con montagne di cartapesta sulle quali vengono proiettate luci soffuse; piscine, fontane, gazebo, panchine e una marea di agenti di sicurezza e camerieri. L’evento al quale presenziamo, ufficialmente in qualità di giornalisti, è la presentazione della nuova “scuderia” di Lele Mora, il paffuto agente di molti personaggi (spesso ai margini) del jet-set, coinvolto in Vallettopoli e presunto amante del suo cavallo di razza, Fabrizio Corona.

Entriamo, e nel giro di dieci minuti cominciano a sfilare i personaggi famosi. C’è l’ex ragazza di Balotelli, ci sono le meteorine di Fede, i giovani del “Grande Fratello”, saranno in tutto una cinquantina. Si piazzano spalle al maxisponsor e si inventano le pose più strane per i fotografi delle testate accorse (Novella 2000, Eva tremila, Chi…). Le foto sono precedute da una breve introduzione di uno degli organizzatori. Un ragazzo sembra conoscere bene la procedura, sicuro di sé si avvia al cartellone, l’organizzatore lo presenta alla stampa, decine di foto e una domanda finale: «Scusa, ma chi sei? Cioè, che hai fatto?». Il ragazzo sembra un po’ indispettito. «Ma come, sono a “Buona domenica” da tanto tempo, prima ero nei Carramba Boys». Arrivano anche Nina Moric e Aida Yespica con la procace sorella, star della serata. Televisioni non ce ne sono a seguire l’evento, neanche locali. Strano. Ah no, ecco, c’è Studio Aperto.

Dopo le foto si passa all’aperitivo, stranamente popolano.  Zeppole, panzarotti, rustici col wurstel, tartine. Tutti si ingozzano, forse già sanno cosa riserverà loro la cena. Lele Mora si aggira tra i presenti, è elegantissimo. Camicia blu cobalto di tre misure più larga, pantalone e giacca grigia a quadri azzurri simil-scozzesi. Passano una ventina di minuti (durante i quali c’è tempo per la presentazione di una partnership con una società del nolano) e tutti si accalcano verso la sala principale per la cena. I tavoli hanno posti riservati, noi siamo attesi nella navata assegnata alla stampa. Invece ci sediamo con i vip, che ci squadrano per dieci minuti interrogandosi sulla nostra identità. Con le mie Converse da quindici euro non riesco a competere coi mocassini che sfoggiano i banchettanti: sì, sono io la talpa. I miei commensali si presentano: c’è un ragazzo uscito al primo turno del “Grande Fratello” di anni fa; ora fa l’attore, dice. Poi c’è un ex tronista, l’ex Madre Natura di Bonolis con il suo simpatico ragazzo, un fotografo che pare conoscerli come vecchi amici e il ballerino cubano di “Buona Domenica”. Ecco finalmente la cena: venti grammi di tagliatelle al fungo, seguite da un tenero pezzo di vitello con un componimento di spinaci. Il trucco stava nell’aperitivo.

Per niente sazio esco a fumare una sigaretta, nel frattempo Madre Natura ruba dal mio piatto un po’ di frutta con fare divertito. Forse anche a lei non basta la cena. A tavola si parla di tutto (fatta eccezione per il ballerino cubano, in silenzio per tutta la sera): di Napoli, della “mala cultura” dei napoletani, Bassolino, Iervolino. I ragazzi sembrano interessati alle conseguenze della riforma Gelmini. Taglia corto Tonon (che mi dicono essere un imbonitore di materassi): «La Mariastella taglia bene, ci voleva». Altra sigaretta. Questa volta ne accende una anche Madre Natura, in sala però. Il cameriere la riprende, ma lei non ci sta. «Guarda che non sono l’unica a fumare dentro!». Nessuno sembra darle ascolto: «Signurì, je teng nu’sacc e cose a’ fa, ppe’ piacer!».

Nel dopocena c’è l’asta di beneficenza per l’Unicef, dalla quale resto fuori. Un reggiseno della Ventura viene battuto per migliaia di euro. Subito dopo, prima del taglio della torta, ci si sposta nella vicina discoteca dove Sal Da Vinci canta “Gente magnifica gente di questa città”, dedicandola a Lele Mora. Nel frattempo torno dal mio amico del bar, ingiustamente dimenticato, e mi faccio versare un altro Jagermeister. Noto che in tutti i posacenere le sigarette sono state spente dopo due o tre tiri. È gente di un altro pianeta, penso, non ha neanche il tempo di fumarsi una sigaretta. Mentre Sal Da Vinci canta, comincia un sobrio spettacolo di fuochi d’artificio. È tempo di andare via. All’uscita ci offrono il gadget dello sponsor, un accessorio di cui ignoro l’utilità ma che fa bella mostra di sé nel cofano della macchina, vicino al Super Santos. Alle due siamo di nuovo a Napoli. Chiamo i miei amici, la loro festa è ancora in corso. Cambio i vestiti in macchina, parcheggio a piazza Matteotti. Sono tra di loro. Sospiro di sollievo, pistacchi e peroni. (davide schiavon)

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