Terzigno, accordi e ricatti

Posted on 19 gennaio 2011

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( foto di jános )

I primi quindici giorni del 2011 fra Terzigno e Boscoreale per strada si è trovato poco, in termini numerici, ma quel poco da un punto di vista sociale e democratico ha rappresentato tantissimo. Prima di capodanno la polizia aveva sgomberato con la forza il presidio della rotonda di via Panoramica, aveva buttato per aria donne anziane che si scaldavano vicino al fuoco cercando di controllare ciò che i camion trasportavano. La mezzanotte dei 31 dicembre alcuni presidianti l’avevano passata comunque lì e il presidio aveva ripreso forma. Lì accanto. Pochi giorni ancora e un gruppo di cittadini aveva attaccato tutti quelli che, barricati nelle case, si erano già dimenticati della tragedia che accadeva nella discarica SARI, paghi dell’accordo preso fra i sindaci e Berlusconi. Il primo a rientrare nei ranghi è stato proprio il sindaco di Boscoreale Gennaro Langella, che la mattina del 14 gennaio ha firmato un’ordinanza in cui si intimava alle forze dell’ordine di rimuovere nuovamente il presidio dalla zona della Panoramica. Proprio mentre la polizia pian piano, a detta degli abitanti del luogo, installava telecamere di ogni tipo presso la zona adiacente alle discariche Sari e Vitiello.

Nei ranghi, a quanto pare, anche l’opposizione e le opposizioni celate dietro alcune associazioni di vario colore partitico, che sempre in questi giorni hanno diffuso alcuni documenti a firma di “cittadini responsabili” invitando a permettere il normale svolgimento delle operazioni di scarico dei camion provenienti dall’aerea vesuviana. Il movimento difesa del territorio area vesuviana, proprio mercoledì 19 gennaio, visto il nuovo incendio al portone della casa comunale di Boscoreale, è intervenuto nel dibattito con una nota in cui si invita la cittadinanza a continuare a controllare l’operato delle istituzioni. Si legge tra l’altro: “… la formula di ricatto ‘qualche camion passa, qualche altro no’, a noi non piace. Non è di poco conto l’episodio che si è verificato alcuni giorni fa sulla rotonda, consistente nel sequestro di un cittadino a opera delle forze dell’ordine durante un’azione di sbarramento dei compattatori. L’attivista è stato oggetto di scambio per far sì che le operazioni di sversamento andassero a buon fine. Altro episodio grave si è verificato nella notte tra il 13 e 14 gennaio a Terzigno, quando una mamma vulcanica è stata in strattonata in malo modo dalla polizia durante un’azione di sbarramento volta a controllare il carico dei compattatori, alla presenza di pochi abitanti che erano lì a presidiare e che non hanno reagito. Sarà questo comportamento di tacito assenso la conseguenza di un accordo stipulato tra cittadini corrotti e istituzioni locali per questioni di quieto vivere? Sta di fatto che la mediazione non paga e che il ricatto mette in ginocchio la lotta”.

Dal canto suo, il sindaco Langella continua a inveire contro gli attivisti di Boscoreale, indicandoli ora come facinorosi, ora come estremisti di sinistra, o ancora come suoi avversari politici intenzionati alla scalata del potere. Lo stato di cose attuale, dunque, parla di una città di nuovo assopita dopo i cosiddetti fasti autunnali; una città in cui il freddo ha placato la puzza di immondizia e messo a dormire buona parte del cittadini. (alessio arpaia)

I primi quindici giorni del 2011 fra Terzigno e Boscoreale per strada si è trovato poco, in termini numerici, ma quel poco da un punto di vista sociale e democratico ha rappresentato tantissimo. Prima di capodanno la polizia aveva sgomberato con la forza il presidio della rotonda di via Panoramica, aveva buttato per aria donne anziane che si scaldavano vicino al fuoco cercando di controllare ciò che i camion trasportavano. La mezzanotte dei 31 dicembre alcuni presidianti l’avevano passata comunque lì e il presidio aveva ripreso forma. Lì accanto. Pochi giorni ancora e un gruppo di cittadini aveva attaccato tutti quelli che, barricati nelle case, si erano già dimenticati della tragedia che accadeva nella discarica SARI, paghi dell’accordo preso fra i sindaci e Berlusconi. Il primo a rientrare nei ranghi è stato proprio il sindaco di Boscoreale Gennaro Langella, che la mattina del 14 gennaio ha firmato un’ordinanza in cui si intimava alle forze dell’ordine di rimuovere nuovamente il presidio dalla zona della Panoramica. Proprio mentre la polizia pian piano, a detta degli abitanti del luogo, installava telecamere di ogni tipo presso la zona adiacente alle discariche SARI e VITIELLO.

Nei ranghi, a quanto pare, anche l’opposizione e le opposizioni celate dietro alcune associazioni di vario colore partitico, che sempre in questi giorni hanno diffuso alcuni documenti a firma di “cittadini responsabili” invitando a permettere il normale svolgimento delle operazioni di scarico dei camion provenienti dall’aerea vesuviana. Il movimento difesa del territorio area vesuviana, proprio mercoledì 19 gennaio, visto il nuovo incendio al portone della casa comunale di Boscoreale, è intervenuto nel dibattito con una nota in cui si invita la cittadinanza a continuare a controllare l’operato delle istituzioni. Si legge tra l’altro: “… la formula di ricatto ‘qualche camion passa, qualche altro no’, a noi non piace. Non è di poco conto l’episodio che si è verificato alcuni giorni fa sulla rotonda, consistente nel sequestro di un cittadino a opera delle forze dell’ordine durante un’azione di sbarramento dei compattatori. L’attivista è stato oggetto di scambio per far sì che le operazioni di sversamento andassero a buon fine. Altro episodio grave si è verificato nella notte tra il 13 e 14 gennaio a Terzigno, quando una mamma vulcanica è stata in strattonata in malo modo dalla polizia durante un’azione di sbarramento volta a controllare il carico dei compattatori, alla presenza di pochi abitanti che erano lì a presidiare e che non hanno reagito. Sarà questo comportamento di tacito assenso la conseguenza di un accordo stipulato tra cittadini corrotti e istituzioni locali per questioni di quieto vivere? Sta di fatto che la mediazione non paga e che il ricatto mette in ginocchio la lotta”.

Dal canto suo, il sindaco Langella continua a inveire contro gli attivisti di Boscoreale, indicandoli ora come facinorosi, ora come estremisti di sinistra, o ancora come suoi avversari politici intenzionati alla scalata del potere. Lo stato di cose attuale, dunque, parla di una città di nuovo assopita dopo i cosiddetti fasti autunnali; una città in cui il freddo ha placato la puzza di immondizia e messo a dormire buona parte del cittadini. (alessio arpaia)

I primi quindici giorni del 2011 fra Terzigno e Boscoreale per strada si è trovato poco, in termini numerici, ma quel poco da un punto di vista sociale e democratico ha rappresentato tantissimo. Prima di capodanno la polizia aveva sgomberato con la forza il presidio della rotonda di via Panoramica, aveva buttato per aria donne anziane che si scaldavano vicino al fuoco cercando di controllare ciò che i camion trasportavano. La mezzanotte dei 31 dicembre alcuni presidianti l’avevano passata comunque lì e il presidio aveva ripreso forma. Lì accanto. Pochi giorni ancora e un gruppo di cittadini aveva attaccato tutti quelli che, barricati nelle case, si erano già dimenticati della tragedia che accadeva nella discarica SARI, paghi dell’accordo preso fra i sindaci e Berlusconi. Il primo a rientrare nei ranghi è stato proprio il sindaco di Boscoreale Gennaro Langella, che la mattina del 14 gennaio ha firmato un’ordinanza in cui si intimava alle forze dell’ordine di rimuovere nuovamente il presidio dalla zona della Panoramica. Proprio mentre la polizia pian piano, a detta degli abitanti del luogo, installava telecamere di ogni tipo presso la zona adiacente alle discariche SARI e VITIELLO.

Nei ranghi, a quanto pare, anche l’opposizione e le opposizioni celate dietro alcune associazioni di vario colore partitico, che sempre in questi giorni hanno diffuso alcuni documenti a firma di “cittadini responsabili” invitando a permettere il normale svolgimento delle operazioni di scarico dei camion provenienti dall’aerea vesuviana. Il movimento difesa del territorio area vesuviana, proprio mercoledì 19 gennaio, visto il nuovo incendio al portone della casa comunale di Boscoreale, è intervenuto nel dibattito con una nota in cui si invita la cittadinanza a continuare a controllare l’operato delle istituzioni. Si legge tra l’altro: “… la formula di ricatto ‘qualche camion passa, qualche altro no’, a noi non piace. Non è di poco conto l’episodio che si è verificato alcuni giorni fa sulla rotonda, consistente nel sequestro di un cittadino a opera delle forze dell’ordine durante un’azione di sbarramento dei compattatori. L’attivista è stato oggetto di scambio per far sì che le operazioni di sversamento andassero a buon fine. Altro episodio grave si è verificato nella notte tra il 13 e 14 gennaio a Terzigno, quando una mamma vulcanica è stata in strattonata in malo modo dalla polizia durante un’azione di sbarramento volta a controllare il carico dei compattatori, alla presenza di pochi abitanti che erano lì a presidiare e che non hanno reagito. Sarà questo comportamento di tacito assenso la conseguenza di un accordo stipulato tra cittadini corrotti e istituzioni locali per questioni di quieto vivere? Sta di fatto che la mediazione non paga e che il ricatto mette in ginocchio la lotta”.

Dal canto suo, il sindaco Langella continua a inveire contro gli attivisti di Boscoreale, indicandoli ora come facinorosi, ora come estremisti di sinistra, o ancora come suoi avversari politici intenzionati alla scalata del potere. Lo stato di cose attuale, dunque, parla di una città di nuovo assopita dopo i cosiddetti fasti autunnali; una città in cui il freddo ha placato la puzza di immondizia e messo a dormire buona parte del cittadini. (alessio arpaia)

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