Quarto, soltanto un’altra discarica

Posted on 31 gennaio 2011

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È cominciato il 2011 ma il problema rifiuti in Regione rimane ben saldo, e mentre i cumuli di immondizia per strada tornano lentamente a crescere, le amministrazioni annunciano l’imminente apertura di una nuova discarica per Napoli. Dopo il tentativo di aprire cava Vitiello a Terzigno, per il momento fallito grazie a mesi di proteste e mobilitazioni da parte delle popolazioni vesuviane, questa volta tocca a Quarto. È dura non essere sopraffatti da un senso di deja vú:  il territorio prescelto è già devastato da decenni di discariche illegali e non, il sito si trova a pochi km di distanza dai centri abitati e all’orizzonte non si vede l’ombra di soluzioni alternative. L’ennesima discarica di una lunga serie che andrà avanti fino a che ci saranno cave da riempire, e in Campania ce ne sono ancora tante. Nonostante tutto  i cittadini di Quarto hanno reagito immediatamente, e il 29 gennaio sono scesi in strada per dire il loro “no alla discarica” in un corteo che ha visto la partecipazione di più di quindicimila persone provenienti da tutta la provincia.

In qualsiasi paese normale un simile segnale da parte della società civile sarebbe stato per lo meno valutato ma l’Italia del 2011 non è un paese normale, la gestione dei rifiuti nella provincia di Napoli è perennemente al collasso – con la discarica di Chiaiano praticamente satura e gli impianti STIR aperti un giorno si e due no – e il sistema ha un disperato bisogno di una nuova discarica.  Che poi adesso le chiamino discariche comprensoriali (o persino mini-discariche), e che l’assessore regionale all’ambiente Romano sia tornato a favoleggiare di spedizioni via mare della spazzatura in Spagna, la storia è sempre la stessa: lo spauracchio dei cumuli per strada è dietro l’angolo, la raccolta differenziata rimane un’utopia e da qualche parte l’immondizia bisogna metterla.

Con queste premesse, le certezze rimangono quelle di sempre: un giorno si costruirà un altro inceneritore a Napoli Est, visti i brillanti risultati di quello di Acerra, i comuni attorno alla discarica riceveranno compensazioni finanziarie e alcuni di quelli che oggi gestiscono questo fallimentare sistema verranno prima o poi inquisiti e arrestati, anche se sempre in ritardo, come è successo recentemente alla ex-vice di Bertolaso, Marta de Gennaro, e all’ex-prefetto Corrado Catenacci, accusati  di avere sversato il velenossisimo percolato delle discariche campane in mare.

Le eterne contraddizioni del sistema di gestione rifiuti in Campania, come quelle delle tante realtà che vi si oppongono, erano palpabili nel corteo contro la discarica di Quarto: alla testa del corteo c’era il sindaco Sauro Secone, lo stesso che quando le proteste di Terzigno paralizzarono la raccolta dei rifiuti a Quarto richiese a gran voce l’intervento dell’esercito. Con lui, migliaia di comuni cittadini di Quarto, divisi tra chi si chiedeva “perché non fanno i termovalizzatori”, chi cercava informazioni sulla raccolta differenziata e chi scuoteva la testa con rassegnazione, mormorando che “tanto la discaricà si farà”. Più indietro, separato da un inspiegabile vuoto nel corteo di una cinquantina di metri, vi è lo spezzone dei giovani comunisti dei C.a.r.c., ragazzi dei centri sociali e dei movimenti campani contro discariche e inceneritori, tra cui anche molti reduci delle durissime proteste di Terzigno. E se da un lato gli organizzatori hanno ribadito più volte la natura assolutamente pacifica della manifestazione, in molti hanno affermato anche negli interventi conclusivi di essere pronti alla “guerra”: se la discarica passerà, ha assicurato il sindaco, sarà solamente «sui corpi dei cittadini quartesi».  (testo e foto di jános)

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