REWIND / Un mese da buttare

Posted on 2 aprile 2009

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(malov)

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Da una discarica all’altra. Prima la protesta di Giugliano, poi la scelta di Pianura

Il mese di dicembre comincia con la chiusura del sito di stoccaggio rifiuti di Taverna del Re. Il tribunale di Napoli, su richiesta del comune di Giugliano, ne blocca l’attività fino a quando non sarà messo a norma. Intanto si fermano anche i Cdr. La Fibe ha i conti bloccati dalla magistratura e non può pagare la ditta che fornisce i macchinari. All’alba del 3 viene arrestato il boss del Rione Traiano Salvatore Cutolo, detto Borotalco. È accusato di aver dato il via alla guerra di camorra scoppiata dopo l’ennesima scissione all’interno del clan dei Puccinelli. Il 5, mentre a Nola apre il Vulcano Buono progettato da Renzo Piano, centoquarantamila metri quadri di negozi e servizi, a poca distanza viene annunciata la chiusura temporanea dello stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco. Dal 7 gennaio al 3 marzo la produzione si fermerà per lasciare spazio a corsi di formazione e di aggiornamento che dovrebbero rilanciare la fabbrica. Cauta fiducia viene espressa dalla Fiom; critici invece i Cobas, che nel pomeriggio tentano di bloccare l’ingresso degli operai del secondo turno. Intanto Napoli si riempie di turisti per l’Immacolata. Soddisfatti gli albergatori: «Il Natale si avvicina: Napoli non vive particolari emergenze e non è al centro di alcuna bufera mediatica», dice il loro presidente. Quasi fosse un segnale, il 12 si ferma la raccolta dei rifiuti. Per una volta però la causa non è l’inefficienza dei gestori ma lo sciopero nazionale degli autotrasportatori. Si calcola che ci siano in strada oltre tremila tonnellate di spazzatura. Due giorni dopo una parte di essa diventa un’arma di protesta nelle mani del corteo dei disoccupati che svuotano i cassonetti tra via Foria e via Duomo. Dopo aver sequestrato a novembre le luminarie natalizie abusive volute dai Di Lauro, il 14 i carabinieri spengono anche quelle degli scissionisti. I cortili e le strade delle Case Celesti erano stati addobbati con abeti di legno illuminati grazie a una centralina che rubava la corrente attraverso una serie di allacci abusivi. Nonostante la fine dello sciopero degli autotrasportatori, Napoli continua a scoppiare di rifiuti. Il 17 appare sempre più chiaro che il sistema di smaltimento dell’immondizia è al collasso. Si stima che ci siano ancora in tutta la regione centomila tonnellate di spazzatura. «Non si deve perdere neppure un’ora», afferma Bassolino durante un vertice in prefettura al quale partecipano anche Di Palma e la Iervolino, che però boccia la proposta di inviare l’esercito per rimuovere le montagne di immondizia. Il giorno stesso un giudice di pace condanna il comune a risarcire quattordici cittadini del Vomero che nel gennaio 2006 avevano fatto causa perché esasperati dai cumuli di rifiuti che impedivano l’accesso a palazzi e negozi. Riceveranno cinquecento euro a testa. Il 19 arriva da Barcellona la notizia che Napoli ospiterà nel 2013 il Forum universale delle culture. Grande soddisfazione tra i politici, che parlano di “riscatto della città”. Il più contento è l’assessore comunale alla cultura Nicola Oddati, che potrebbe diventare il commissario responsabile della realizzazione del Forum. Si cominciano a fare i conti: gli investimenti pubblici e privati dovrebbero raggiungere il miliardo di euro. Non partecipano ai festeggiamenti i politici e gli imprenditori arrestati nell’ambito dell’Operazione Canaglia. Sono accusati di aver pilotato le gare comunali e regionali in favore dell’imprenditore Vincenzo Cotugno, amministratore della Fire Control, uno che si faceva chiamare “il fuoriclasse delle gare”. Tra gli arrestati c’è anche Vito Grassi, vicepresidente dell’Unione industriali, mentre sono indagati il consigliere regionale del Pd Roberto Conte e il capo staff della Iervolino, Luca Esposito, che il giorno dopo si dimette dal suo incarico. Nelle motivazioni del pm si legge: «Gli uffici provveditorato e gare d’appalto di San Giacomo appaiono un territorio selvaggio, un posto senza regole dove si incrociano grandi e piccole corruttele […]. Un luogo in cui gli unici veri assenti sono la trasparenza e l’imparzialità richieste a una pubblica amministrazione». Intanto vengono diffusi i dati Istat sulla distribuzione della ricchezza in Italia: a Napoli e provincia le famiglie povere, cioè quelle che devono cavarsela con meno di settecento euro al mese, sono in aumento. Nel 2006 erano 261 mila, più di un quarto del totale. Per fronteggiare la crisi dei rifiuti il 26 viene riaperta la discarica di Taverna del Re e si comincia a parlare della possibilità di riaprire quella di Pianura. Il giorno dopo, tre dimostranti e due agenti di polizia restano feriti nel corso degli scontri attorno alla discarica di Giugliano. Il 28 gli avvocati di Bassolino presentano ricorso contro il risarcimento di tre milioni e duecentomila euro chiesto dalla Corte dei Conti per la vicenda della Pan, una società mista voluta da Bassolino quando era commissario straordinario ai rifiuti. Il giorno stesso il consiglio dei ministri nomina Umberto Cimmino “commissario gestore dell’emergenza rifiuti in Campania” a partire dal primo gennaio, e proroga lo stato d’emergenza fino al 30 novembre 2008. Per quella data tutte le competenze dovrebbero tornare alle Province. Il 29, due giorni prima dell’inizio del mandato, Cimmino dispone la riapertura della discarica di contrada Pisani, a Pianura, chiusa nel 1996 dopo quarantadue anni di servizio. Favorevoli Bassolino e Di Palma, la Iervolino si oppone. A Pianura gli abitanti del quartiere scendono in strada per bloccare i lavori. E intanto il presidente della municipalità scrive a Napolitano: «Contrada Pisani è un pezzo di territorio abbandonato, senza infrastrutture, senza fogne, strade e pubblica illuminazione». È l’inizio della lotta. Il 30 polizia e carabinieri sequestrano migliaia di botti fuorilegge. Tra di essi anche la “Finanziaria”, un chilo di miscela esplosiva in grado di lesionare un palazzo. Costo: quattrocento euro. Più economiche la “Ratzinger”, duecento euro, e la “Bin Laden”, centocinquanta. Alle 14 dell’ultimo giorno dell’anno chiude, come preannunciato, la discarica di Taverna del Re. La sera, circondati dall’installazione dell’artista Pistoletto Love difference, suonano a Piazza del Plebiscito Enzo Avitabile, Khaled, Goran Bregovic e altri. Grande successo di pubblico. Mancano invece i politici, che, per la prima volta dopo tredici anni, hanno preferito non farsi vedere sul palco per paura delle contestazioni. Il nuovo anno comincia con il consueto bilancio degli incidenti. Un uomo ucciso in casa sua a Torre Annunziata da un proiettile vagante, tre morti sulla tangenziale, un palazzo in fiamme al Parco Grifeo per un corto circuito delle luci di un albero di Natale. In tutta la provincia di Napoli sono ottantacinque i feriti per i fuochi d’artificio, centotrenta invece gli interventi dei vigili del fuoco per spegnere i roghi di rifiuti provocati dal lancio di petardi. La mattina del 2 gennaio i centotre operai della Key safety system di Arzano trovano i cancelli della fabbrica sbarrati. Approfittando delle feste, i proprietari hanno portato via i macchinari più costosi e messo in liquidazione l’azienda. Sui cancelli un volantino annuncia ai lavoratori l’inizio delle procedure di licenziamento. Si fanno più intensi gli scontri a Pianura, tra incertezze del governo, litigi tra Bassolino e la Iervolino e richieste di dimissioni rivolte a entrambi. «Fossero utili le mie dimissioni, le darei subito – dice Bassolino –, anzi le avrei già date».

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